1. Banco nostro pagate a Giacomo Riccio di Carara ducati quaranttotto dite per l'integro prezzo di pezzi due di marmo gentile di Carara di carate tre et palmi sei consignati per servitio del nostro Sacro Monte quale permette che habbiano a' riuscire netti gentili bianchi et atti al servitio che s'haura di fare da Geronimo d'Aurio*(12) del nostro Monte aa 10 di marzo 1618.

Li Governatori del Sacro Monte dei Poveri.

Et per me li sopradetti ducati quarantiotto le pagareti a Belisario Corenzio in conto di settanta atteso l'altri ducati vinti dui l'ha riceuti di cassa in conto delli ducati ducento per li mesi passati (....) Belisario Corenzio*(13).

E per me li pagareti a Belisario Corenzio per altri tanti.

Pietro Aniello Chiaese.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 10-26/3/1618)

 

2. Nostri di banco pagate a mastro Salvatore Daniele ducati tre grana 3 dite se li pagano cioè ducati 3 per due catenacci fatti alle due porte del nostro guardarobba e mascature, e chiave, et un'altra chiave nella porta del tamburro della sala del Monte, et altri residui; et altri ducati due per quattro lucchetti posti alle due finiture nuove fatte nella camera del Cassiere*(14). Napoli 15.7.1645.

Li Governatori*(15) del Sacro Monte dei Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 2/1/1646)

 

3. Nostri del Banco pagate Andrea Amodeo ducati nove grana 1 dite se li pagano cioè 8.3.20 per prezzo de diece dozzane de catenacci c'ha venduti e consignati per li libri maggiori*(16) di nostro Banco, e carlini cinque pagate al chiavettiere per agiustarci le chiavetelle. Napoli 3 giugno 1645.

Li Governatori del Sacro Monte dei Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 2/1/1646)

 

4. Nostri del Banco pagate a Honofrio Pacifico*(17) peperniero ducati sei 2, tarì 20 dite se li pagano per prezzo delli piperni posti nelle fenestre fatte nella camera del Cassiere di misura palmi cinquanta a grana 13 lo palmo inclurci li portone, et lavori nel prezo de piperno nostro. Napoli 22 agosto 1645.

Li Governatori del Sacro Monte dei Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 2/1/1646)

 

5. Nostri de Banco pagate a Fabritio di Martino ferraro ducati cinque e grana 20 dite se li pagano per prezzo di due cancellate di ferro di peso rotoli trentaquattro, che ce ha venduti e consignati per le due fenestre fatte nella camera del Cassiere a grana 15 lo rotolo. Napoli 22 agosto 1645.

Li Governatori del Sacro Monte dei Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 2/1/1646)

 

6. Banco de Poveri pagate ducati diece al signor Dionisio Lazari*(18) a compimento di ducati trenta, atteso gli altri ducati venti l'hà ricevuti contanti e detti ducati trenta sono in conto del prezzo del lavoro de balaustri e sopracornici di marmi di Palermo e Trapani, che di presente fà lavorare e porre in opera per gli ornamenti delllaltare maggiore della nostra chiesa della venerabile congregazione dellloratorio di questa città. Casa 28 di aprile 1684.

Antonio Francia.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 28/4/1684)

 

7. Nostri di Banco pagate a Gioseppe Damarise (Ambrise) ducati dieceotto tarì 2, grana 10 correnti dite se gli paghino tanto per ferze di controtaglio per il raggio fatto per alcuni gradini, ossatura e grastatura di legnami, et altro occorso nelle quaront'hore circolari fatte nel cadente anno 1695, quanto per fattura del mistero, affitto di tavole, tele et altro occorse per le 40 hore fatte nelli ultimi giorni di Carnevale*(19) passato del corrente anno 1696. Iusta la retroscritta lista, et ordine. Napoli 28 marzo 1696.

Li Governatori del Banco del Monte dei Poveri.

Liste di spese del Sacro Monte de Poveri per le 40 hore circolare nel mese di settembre e nei tre giorni di Carnevale.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 3/4/1696)

 

8. Lista de spese fatte allo case del Borgo dello Reto per havere fatto uno condutto di tufoli reali ad acqua per farci andare il cavoduro dello quarto di basso.

Per tufoli, calce pezolame e magistero di mastro e manipoli aggiustati carlini trenta per fare fare la suddetta tufolatura. Si facci la polisa di ducati tre. Pietro Galante li 6 Giugno 1703. Apicella.

Nostri di Banco pagate a Pietro Galante fabricatore ducati tre correnti dite se gli pagano per prezzo di calce, pizzolame, tufolo e magistero di mastri e manipoli per haver fatto un condotto di tufoli reali ad acqua nelle case di Nostro Banco site a Santa Maria di Loreto giusta la suddetta lista, et ordine. Napoli 6 giugno 1703.

Li Governatori del Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 6-7/7/1703)

 

9. Nostri di Banco pagate a Pietro Gratioli bandararo ducati sedici correnti dite se li pagano per lo prezzo di un tappeto di lana, venduto e consignato per uso del nostro oratorio e ciò in esecuzione di conclusione de 30 agosto caduto. Napoli 18 di settembre 1710.

Li Governatori del Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 22 settembre 1710)

 

10. Nota de chiavi, e mascature fatte nelli Banco del Sacro Monte de Poveri.

Nostri di Banco pagate a' Matteo Amoruso mastro chiavettiero ducati tre correnti, dite sono per una mascatura, per due cascionetti de' giornali, una chiave alla 33 cassa del nostro Banco, ed accomodati alcune altre mascature per il nostro Oratorio, giusta la sudetta lista tassata per detto prezzo ducati 3, ed ordine, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 25 giugno 1715.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 26-28/6/1715)

 

11. Nostri di Banco pagate a Giuseppe Ciccarelli mastro fabricatore ducati venti correnti dite a complimento di ducati quaranta, atteso gl'altri ducati 20 l'ha ricevuti con poliza per il medesimo nostro Banco e tutti di ducati 40 sono in conto de lavori di fabrica sta facendo per servizio di nostro Banco, giusta il suddetto bollettino del magnifico ingegniero Stendardo*(20) et ordine. Napoli 27 ottobre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 15/11/1717)

 

12. Nostri di Banco pagate ad Angelo Cibelli*(21) piperniero ducati dieci a compimento di ducati settanta, atteso gl'altri ducati sessanta l'ha ricevuti per il medesimo nostro Banco et esserno di ducati 70 a conto de lavori de piperni stà facendo al nuovo archivio di nostro Banco in conformità del suddetto bollettino del magnifico ingegnero Stendardo ed ordine. Napoli 12 novembre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 16/11/1717)

 

13. Nostri di Banco pagate a Gabriele Barrile stuccatore ducati cinque correnti dite sono a conto de stucchi stà facendo nel nuovo archivio di nostro banco in conformità del suddetto bollettino del magnifico ingegnero Stendardo ed ordine. Napoli 12 novembre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 16/11/1717)

 

14. Nostri di Banco pagate ad Antonio Carrotta mastro fabricatore ducati venti correnti dite a compimento di ducati cento, atteso gllaltri ducati 80 llha ricevuto con altre polize per il medesimo nostro Banco et esserno detti ducati cento in conto della fabrica che stà facendo nelllarchivio di nostro Banco, giusta il suddetto bollettino del magnifico ingegnero Stendardo ed ordine. Napoli 5 novembre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 16/11/1717)

 

15. Nostri di Banco pagate ad Agostino Tibaldo marmoraro ducati venti correnti dite a compimento di ducati 40, atteso l'altri 20 l'ha ricevuti con altra poliza per il medesimo nostro Banco et esserno di ducati 40 in conto de lavori di marmo che sta facendo nella porta dell'archivio del replicato nostro Banco, giusta il suddetto bollettino del magnifico ingegnero Stendardo ed ordine. Napoli 29 ottobre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 16/11/1717)

 

 

16. Nostri di Banco pagate ad Angelo Cibello piperniero ducati dieci correnti dite a compimento di ducati novanta, atteso l'altri 80 l'ha ricevuti in più volte per il medesimo nostro Banco et esserno tutti ducati novanta a conto de lavori de piperni che sta facendo per servitio dell'archivio di nostro Banco, giusta il retroscritto bollettino ed ordine. Napoli 29 novembre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 9/12/1717)

 

17. Nostri di Banco pagate a Gabriele Barrile mastro stuccatore ducati sei correnti dite a complimento di ducati quindici, atteso gl'altri ducati nove l'ha ricevuti per il medesimo nostro Banco et esserno di ducati quindici in conto de lavori di stucco sta facendo per servitio del'archivio di nostro Banco. Napoli 29 novembre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 9/12/1717)

 

18. Nostri di Banco pagate ad Agostino Tibaldi mastro marmoraro ducati trentasette correnti dite a compimento di ducati centodiecissette, atteso gl'altri ducati ottanta l'ha ricevuti per il medesimo nostro Banco e tutti ducati 117 sono per saldo e final pagamento del'impresa di marmo fatta nella nuova porta dell'archivio di nostro Banco, suoi festoni grandi, iscrizione sotto di essa, suo fiore et altri due festoncini posti nelle gambe di piperno della porta suddetta e con detto pagamento resta sodisfatto per detti lavori e non possa pretendere casa veruna per le lettere, nè per la ponitura in opera, ma il tutto s'intenda compreso in detta somma di ducati centodiecissette in conformità del suddetto biglietto del magnifico ingegnere Stendardo ed ordine. Napoli li 2 decembre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 9/12/1717)

 

19. Nostri di Banco pagate a Giuseppe Ciccarelli mastro fabricatore ducati settantasette e grana 5⅔ correnti, dite a compimento di ducati centotrentasette e grana 5 e due terzi, atteso gllaltri sessanta l'ha ricevuti in più volte per lo medesimo nostro Banco e tutti detti ducati 137. 5 e due terzi sono per saldo, compimento e final pagamento di tutti i lavori di fabrica fatti tanto nella terrasanta di nostra Congregazione, come nella cantina che stà di sotto il nostro oratorio et altresì la rimessa nel cortile della casa avanti la Vicaria*(22), come meglio stà descritto nella presente relazione fatta dal magnifico ingegnero Stendardo ed ordine e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 22 decembre 1717.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

Stima dei lavori eseguiti dal Ciccariello per il Banco.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 22/12/1717)

 

20. Nostri di Banco pagate a Giuseppe Ciccarelli capomastro fabbricatore ducati ventitré correnti dite sono tanto per il di lui magistero, quanto per tutti i materiali occorsi in diversi residij di fabrica fatti nelle case possiede il nostro Banco e Monte giusta la retra nota, tagliata dal don Nicolò Salerno nostro collega, e deputato, per detta somma ducati 23, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 27 maggio 1721.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

Nota, e valuta delli residij di fabrica fatti daa Giuseppe Ciccarelli capo mastro fabricatore aa tutte sue spese così dee materiali, come di maggisterio, per servitio delle case, è stabili, che si possiedono dal Sacro Monte dee Poveri, quali lavori si sono riconosciuti, è misurati da me, si descrivono, et apprezzano del modo seguente.

Si tratta di lavori vari e di ristrutturazione di cappe di ciminiere, di locali diversi, di forni, di scale, di rappezzamenti di lastrici, di ballatoi, di solai, di sfabricatione e fabricatione del sedile del luogo comune delllarchivio che sta' dentro detto Sacro Monte, di pavimentazione della Chiesa di detto Sacro Monte.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 14/6/1721)

 

21. Nostri di Banco pagate a Girolamo Baffi*(23) maestro organista ducati cinquanta correnti dite a conto di ducati centoventi, intiero prezzo convenuto per accomodare seu rifare l'organo della nostra congregazione, in conformità della suddetta lista, la quale il giornalista la debba [[..]cerbo ad verbum inserire in questa partita, alla quale in tutto riportiamo atteso gli altri ducati settanta se gli dovranno pagare in mese doppo finita l'opera suddetta. Napoli li 31 maggio 1726. dico seu rifare. Li Governatori del Banco e Sacro Monte dee Poveri.

Nota per le cose aggiustate, e convenute, che debono farsi all'organo della Congregazione del Banco, e Sacro Monte de Poveri.

In primis si è convenuto che si debba fare il novo bancone tutto d'un pezzo sopradetto del quale debo venir situata tutta l'armonia dell'organo, cioè farci la mostra di stagno fino di fiandra, in quella conformità e misura che presente si ritrova.

Di più farci un registro di voce umana tutta de piombo consistente incominciando dal Be mi di tenore sin all'ultimo cesolfaut di soprano in secondo principale.

Di più farci due registri di flauti, uno in ottava el'altro in quinta

Di più farci tutto il ripieno di canne di piombo misturato con liga di stagno di nuova armonia secondo l'uso moderno

Di più farci il crino di legno per in[ seri] mento di tutte le canne di piombo

Di più farci la reduzzione tutta [ .....] da nuovo e

Di più accomodare li mantici et [ ac] comodare li rotonio

Di più farci la tasteggiatura nuova con tutti li tiranti a stecchetto di busso di levante e ddebano di Spagna

Di più farci un altro bancone per situarci dieci controbassi, cioè sei lunghi e quattro bastardi e farci le contrareduzzioni per sonare detti controbassi unitamente coll'organo

Di più aggiungerci due altri pomi d'ottone, uno per il nuovo flauto, e l'altro per la voce humana

E per sua galanteria si è offerto regalare al luogo un'uccellera

E per tutta la sopradetta opera si è convenuto per ducati centoventi, delli quali se li danno presentemente ducati cinquanta e li rimanti ducati settanta se li debano dare all'ora e quando averà compiuto al convenuto, cioè di darci llopera tutta bella fatta e compiuta per il mese di settembre che possa servire per le 40 ora, che in essa congregazione si sogliono celebrare e detta opera sia approvata da più maestri di cappella per ottima e di tutta perfezzione e che tuttavolta che detti maestri la giudicassero non di tutta perfezione e diffettosa deba il detto maestro rifarla siccome da i detti maestri di cappella si giudicherà per ridursi alla total perfezzione anche se s'avessero da chiamare altri maestri per rifare detta opera secondo il parere de medesimi maestri di cappella per ridursi ala detta perfezzione. Dichiarando che tutti i materiali vecchi restano a beneficio dell'artefice.

Io Girolamo Baffi accetto quanto contieno nella sudata nota e mihoblico ut supra.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 3/6/ 1726)

 

22. Nota delle tasse e relazioni fatte dal magnifico ingegnere Gaetano Romano per diversi residij fatti dal mastro fabricatore e mastro faligname nelle case possiede il nostro Banco e Monte in questo corrente anno e per altri residij nel medesimo nostro Banco. Napoli 21 ottobre 1726.

Si tratta di apprezzi e misurazione nelle case al Mercato*(24) e nella chiesa di S. Tommaso a Capuano, per apprezzi vari di scanzie, lastrici, travi fatti nelle case del borgo di Loreto, di ciminiere del "bacellaro" sotto il palazzo del Banco. L'ingegnere venne pagato 7 ducati. (A.S.B.N./Pov., b(c) 26 e 29/10/1726)

 

23. Nostri di Banco pagate a Francesco d'Ippolito ducati due tarì 3 e grana 19 correnti, dite per lo prezzo di rotola diecenove e mezza di fune di cannavo, a noi venduta e consignata a' raggione di grana quattordici il rotolo inclusoci grana cinque per la potatura di essa, per uso del formale dentro del cortile di nostro Banco, e resta per detta causa sodisfatto. Napoli li 12 maggio 1730.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de' Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 16 e 19/5/1730)

 

24. Nostro di Banco pagate a Paolo Agritto mastro falegname ducati otto tarì 4 correnti dite se li pagano tanto per sui magistero quanto per i materiali occorsi in diversi residi fatti nelle case di nostro Banco giusta la retroscritta lista bonata per detta somma et ordine resta sodisfatto per detta causa. Napoli 26 gennaio 1734.

Il Delegato Protettore e Governatori del Banco e Sacro Monte de' Poveri.

Nota di spese relativa agli accomodi dei gradini dentro le Casse, di un antiporto e di portelle.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 29/1/ 1734)

 

25. Nostri di Banco pagate a mastro Carmine Campa ducati due, tarì 2, grana 10 correnti, dite sono per lo prezzo dello numero sessanta riggiole poste dal medesimo nel pavimento del nostro oratorio, compresovi il materiale e di lui magistero e resta sodisfatto per detta causa. Napoli li 14 agosto 1734.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de' Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 19/8/1734)

 

26. Apprezzo delli lavori di rezze di ferro, ed ottone, vetri fatti da Antonio de Gregorio mastro vetrattario per servizio del Sacro Monte de Poveri, e consistono nelle seguenti partiture.

Nostri di Banco pagate a Antonio de Gregorio mastro ferraro ducati trenttuno e grana 12 correnti dite per lo prezzo di vetriate lavoro di rezze di ferro, ed ottone, vetri, ed altri residij occorsi così nel guardaroba del nostro Monte, come nelle stanze del magnifico Marco Mazzari Credenziero delle vendite, ed altri luoghi di nostro Banco, giusta il retroscritto apprezzo del magnifico ingegniero Alesandro Manni, ed ordine in pie di esso del signor don Nicola Salerno deputato, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli li 24 marzo 1736.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco de' Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 28/3/1736)

 

27. Nostri di Banco pagate a Paolo Agritto mastro falegname ducati cinque correnti dite sono per tanti residij di legname occorsi alle case possiede il nostro Banco, giusta la sudetta lista, ed ordine, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 2 agosto 1737.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

Si tratta di lavori eseguiti nella casa del guardarobiere.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 13/8/1737)

 

28. Nota di residij di fabrica fatti da me Giuseppe Ceccarelli alle case possiede il Banco de Poveri.

Nostri di Banco pagate a Giuseppe Ciccarelli capomastro fabricatore ducati ventitré correnti, dite sono cosi per il suo magistero come per li materiali occorsi in diversi residij di fabrica fatti alle case possiede il nostro Banco, pagata la suddetta lista, ed ordine, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 2 agosto 1737.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de Poveri.

Si tratta di lavori eseguiti nelle case di Largo del Castello, nella Taverna all'incontro la Vicaria, nel

Palazzo attaccato la Taverna, nella cantinella del Guardaroba.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 13/8/1737)

 

29. Nota di spese fatte nelli due cuscini ricamati per il Sacro Monte de' Poveri.

Nostri di Banco pagate a Francesco Bova ricamatore ducati sessantacinque correnti, dite per lo prezzo di due cuscini ricamati, inclusevi l'oro, galloni, et amoer, quali dovranno servire per il nostro Oratorio, a' tenore della retroscritta lista bonata dal signor don Francesco Maria Surrentino Priore; resta sodisfatto per detta causa. Napoli 15 luglio 1743.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de' Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 27/7/1743)

 

30. Nota degllargenti politi per la Congregazione del Banco, e Sacro Monte de Poveri.

Politi gl'argenti della Congregazione, e posti alcuni pezzi d'argento, e fatto un chierchietto d'argento ad un candeliero, che per tal effetto vi è occorso d'argento nuovo: once cinque, con aver polito anche la sfera grande [e li piedi] delli calici, in tutto spesi ducati 25.

Nostri di Banco pagate a Giovanbattista Toriello ducati venticinque dite per tanti da lui pagati si per la pulitura, come di cinque oncie d'argento occorso per rinforzare i candelieri della nostra Congregazione, quali ha fatti pulire unitamente colla sfera grande, e piedi de calici, giusta la retroscritta nota ed ordine, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 13 luglio 1743.

Li Governatori del Banco e Monte de Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 27/7/1743)

 

31. Nostri di Banco pagate a Nicola Ferraro argentiero, ducati dodici correnti, dite se li pagano cioè ducati 10 per affitto di frasconi, e buccari d'argento, e ducati 2 per affitto del baldacchino d'argento inclusovi anco la portatura di esso, il tutto servito per le 40 ore si fanno nel nostro Oratorio nell'ultimi tré giorni di Carnevale di questtanno; giusta l'ordine in pie' della retroscritta nota del signor don Antonio Piro attuale Priore in essa Congregazione. Resta sodisfatto per detta causa. Napoli 15 febbraio 1744.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco de Poveri.

Nota degli buccari d'argenti affittati da me Nicola Ferraro al Sacro Monte de Poveri per le 40 ore di Carnevale 1744.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 21/2/1744)

 

32. Nostri di Banco pagate ad Agostino d'Ambrosio mastro piperniero ducati trenta correnti, dite a complimento di ducati sessanta che gl'altri l'ha ricevuti con altra polisa nostra e tutti in conto de' lavori di piperno che sta facendo nella casa il nostro Banco possiede nel Mercato, a tenore del retroscritto ordine del signor don Nicola Salerno nostro collega e deputato. Napoli 20 aprile 1744. Li Governatori del Sacro Monte e Banco de Poveri.

Ordine di pagamento al ddAmbrosio.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 30/4/1744)

 

33. Nostri di Banco pagati a Paolo Agritto nostro falegname ducati dodeci correnti per magistero, e materiali occorsi in alcune accomodazioni fatte così nelle case di nostro Banco, come in alcune stanze dentro il nostro Banco medesimo; giusta la retroscritta lista tassata per detta somma e resta sodisfatto per detta causa. Napoli li 10 giugno 1744.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco de' Poveri.

Si tratta di accomodazioni eseguite nelle case del borgo di Loreto relative agli scalandroni, alle finestre, ai balconi, alle porte, ai lastrici, alle scanzie, agli stipi, alle cappe.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 12/6/1744)

 

34. Nostri di Banco pagate a Paolo Agritto ducati tré, e tarì 3 dite sono per affitto de controtaglio serviti nell'apparato fatto avanti al nostro Banco nelle processioni di S. Maria della Consolazione, e del Venerabile uscito da S. Caterina a' Formello*(26) nel di 7 del corrente, e resta sodisfatto per detta casa. Napoli 9 giugno 1744.

Li Governatori del Banco e Monte de Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 12/6/1744)

 

35. Si facci poliza di ducati due cento a compimento di ducati settecento ad Andrea d'Acunzo, ed Aniello Messina a' conto della fabrica che stanno facendo alle case al Mercato. Napoli 31 Maggio 1744. Nicola Maria Salerno.

Nostri di Banco pagate ad Andrea d'Acunzo ed Aniello Messina capomastri fabbricatori ducati duecento correnti dite a compimento di ducati settecento, atteso l'altri ducati 500 l'ha ricevuti con tre altre nostre polize, e tutti sono a conto della fabbrica stanno facendo nelle case possiede il nostro Banco [Me]rcato grande di questa città, giusta il suddetto ordine. Napoli li 10 giugno 1744.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco de' Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 12/6/1744)

 

36. Nostri di Banco pagate a Paolo Agritto mastro falegname ducati quattro e tarì 1 correnti per accomodatura di due tenne, e due portieri e finestre di nostro Banco; chiodi, trocciole, lacci, anelle, ed altrroccorso per levare, e mettere dette tenne, e portieri, come anco per accomodo delle due finestre della credenza de' pegni, ed altro occorso per servizio di nostro Banco; giusta la retroscritta lista tassata per detta summa ed ordine. Napoli li 24 agosto 1744.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco de' Poveri.

Si tratta anche della lista degli acquisti dei materiali occorsi e del pagamento al pittore che disegnò il gradino sopra la carta per ordine dell'illustrissimo signor Priore.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 27/8/1744)

 

37. Si facci polisa di ducati ducento ad Andrea d'Acunzo ed Aniello Messina a compimento di ducati mille, e duecento, e sono in conto di fabrica che stanno facendo al Mercato; Napoli 22 agosto 1744.

Nicola Maria Salerno.

Nostri di Banco pagate ad Andrea d'Acunzo ed Aniello Messina mastri fabbricatori ducati duecento correnti, dite sono a complimento di ducati milleduecento, atteso l'altri mille l'hanno ricevuti con altre nostre polise, e tutti ducati 1200 sono a conto della fabbrica stanno facendo nel Mercato grande alle case, che il Nostro Banco ivi [...] a tenore del sudetto ordine. Napoli li 2 agosto 1744. Li Governatori del Sacro Monte e Banco de Poveri .

(A.S.B.N./Pov., b(c) 31/8/1744)

 

38. Nostri di Banco pagate a Geronimo Baffi organaro ducati due per le fattighe in dover scomponere l'organo di nostra Congregazione in questo anno nell'entrante mese di settembre, e nuovamente comporlo così stabilito farsi ogni tré anni giusta la conclusione de 18 dicembre 1726; qual ricognizione se li dà similmente in ogni tré anni oltre quella d'annui ducati sei per il peso, che hà di accomodare, e tener sempre polito l'organo suddetto giusta la citata conclusione; resta sodisfatto, cioè per questa ricognizione per tutto quest'anno, e per l'altra d'annui ducati sei a tutto aprile 1745. Napoli li 17 agosto 744.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco de Poveri.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 31/8/1744)

 

39. Nostro Banco pagate ad Antonio Picci mastro marmoraro ducati centonovantacinque et grana 15 a complimento di millecento novantacinque e grana 15 atteso gli altri ducati mille llha il medesimo recevuti con altre undeci nostre polise e tutti sono a saldo così della paraostata di marmo fatta attorno al presbiterio di nostro oratorio come per il pavimento in mezzo di esso ed altare con custodia di marmo, ed altrroccorso per l'effetto suddetto giusta la retroscritta misura fatta dal magnifico ingegnero Giovanni del Gaiso ed ordine del signor don Nicolò Maria Salerno nostro Priore e deputato e resta soddisfatto interamente per detta causa. Napoli li 20 decembre 1745.

Il Delegato Protettore e Governatori del Banco e Sacro Monte de' Poveri.

Misura e valuta delli lavori di marmo fatti dal marmoraro Antonio Picci dentro la chiesa del Banco de Poveri .

Si tratta di marmi della cona del quadro grande, di due conette laterali realizzate con tasselli di marmo bianco e africano; nella cona grande si sono levati i due antichi frontespizij di marmo e levati da opera li gradini colli piedistalli e zoccoli dell'altare maggiore oltre a due gradini ed il capoaltare. Nell'altare si è fatta una custodia di marmo statuario... intagliata con frontespizij , frapponi ed intagli con comessi di verde antico, giallo antico con li listelli negri e fiore di persico con una corniola e due pezzotti di ametista, al di sopra sono stati aggiunti tre pezzi di marmo statuario...ornato con intagli e cimase, ai lati sono stati realizzati intagli con cimase e fregi color giallo antico, da sopra tutta la detta custodia si è fatta una tovaletta di marmo bianco... scorniciata dalla parte d'avanti con ovolo; ai lati della custodia, sul primo gradino, sono stati realizzati due membrettini di marmo con commesso e un zoccoletto di marmo bianco. Nel secondo gradino, invece, si è fatta la cimase di marmo bianco scorniciata con becco dente, listello e gola poi il freggio commesso di giallo antico con bastone ed intaccatura.

Per ingrandire l'altare si sono fatti due membretti nuovi con zoccolo di bardiglio; sopra i detti zoccoli si è fatta la base scorniciata con plinto, bastone, sguscio, bastone e dente a seguire vi sono i deritti delli piedestalli commessi di giallo antico con listello negro al di sopra dei piedistalli si sono fatti le cimase scorniciate con piano, gola, gocciolatore, listello, e sguscio, poi il freggio commesso di brecciolina con bastone ed intaccatura seguito da un gradino con base consegnate in zoccolo con intaccatura , di poi il diritto di marmo bianco con commesso di giallo antico, listello negro, e sopra sta la tavoletta scorniciata con becco e due dentelli di giro. Sotto ciascuno dei capoaltari per l'altezza del primo gradino si è fatto un pezzo di marmo tutto intagliato a due lati e sopra ciascuno dei pezzi intagliati si è fatta la tavoletta nuova di marmo bianco scorniciata con becco e due listelli mentre sotto le due teste di cherubini si sono fatte le limase carose. Si è fatta la nuova paraustata di marmo attorno il presbiterio ed è commessa di giallo e verde antico e tutta traforata con il grado di marmo bianco, è stato poi realizzato il pavimento in mezzo il vaso grande ...con liste di marmo bianco e pariglie.... che gira attorno li sedili di detta chiesa. Il pavimento della chiesa è stato realizzato con commessi di verde antico, verde di Calabria, breccia di Sicilia, bruccatiello, giallo, fiore di Persico, africano, bardiglio e negro, al centro si è fatta una stella di marmo bianco, bardiglio, giallo di Palermo, e verde di Calabria. Sono state risistemate, inoltre le quattro porte con le sue iscrizioni, si è polizzata ed allustrita l'impresa con l'ornamenti di marmo bianco che stanno intorno la porta delllArchivio ed anche gli intagli, le breccie, la cona grande di marmo dell'altare maggiore della chiesa e due cone piccole.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 20/1/ 1746)

 

40. Nostri di Banco pagate ad Antonio Picci mastro marmoraro ducati 40 dite sono a complimento di ducati mille atteso gllaltri ducati novecento sessanta lìha ricevuti con altri due nostre polise e tutti detti ducati mille sono in conto dell'opra di marmo sta facendo nella nostra Congregazione giusta il parere del magnifico Giovanni del Gajso regio ingegniero per ordine ut supra. Napoli li 19 novembre 1745.

Li Governatori del Banco e Sacro Monte de' Poveri.

Vi degnerà vostra eccellenza far dare al marmoraro Antonio Picci docati quaranta a complimento di docati mille e tutti sono a conto dell'opera di marmo che sta facendo nella chiesa del Banco de Poveri. Napoli li 16 ottobre 1745. Giovanni del Gajso*(27) regio ingegnere.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 20/1/ 1746)

 

41. Nostri di Banco pagate al signor don Giovanni del Gaiso regio ingegniere ducati quindeci in recognizione di tutte le fatiche fatte per servizio di nostro Banco a tutto la presente giornata a tenore del retroscritto ordine e resta sodisfatto per detta causa. Napoli li 30 marzo 1746.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco dei Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 16/4/1746)

 

42. Nostri di Banco pagate a Giuseppe Galasso banderaro ducati ottanta, grana 4 correnti, dite se li pagano a saldo di tutte le manifatture e spese fatte nelli accomodi di diverse pianete ed altre del nostro oratorio, come dalla di lui retroscritta nota ed ordine e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 22 decembre 1751.

Li Governatori del Sacro Monte de' Poveri.

Nota dei lavori eseguiti dal Galasso per il Banco: sfoderate due pianete di lama bianche vechie e rotte guarnite di rechamo d'oro e seta, schosciti li colarini e ille bordo a torno e le croce davanti e rimodernate e riposto ille rechamo a torno tutte ritrapuntato di novo e rifoderate di novo e le stole e manipoli guastate di tutto punto schuscite le croce di rechamo e ille bordo di oro a torno e le stole vechie restate non srvibile rifatte le stole di lama vechia bena chomprate usate e rimeseci le croce e rifoderate e bordate a torno che ne li manipoli di manifattura quattro duchati ... avere guastata di tutto punto una pianeta di damascho biancho guarnita di galone d'oro a una faccia e averla rimodernata e achomodatela le davanti e mesoci ille fregio e rifatto ille manipolo da una croce e la la lira rifoderata di manifattura uno duchato. Spesa per acquisto di seta, di due stole di lama bianca, di taffetà, di quattro cordoni di seta, di fettuccia, di filo di seta, di damasco bianco, di damasco nero, di un gallone d'oro, di un bordo d'oro e più per avere disfatta una pianeta di amuere cremise fiorato di lama ddoro rimodernata e poste molte pezze sotto alla parte davanti e riguarnita e posto uno gallone ddoro a una faccia alle cholarino per sopplimento e la trina che ci era. Si sono fatte le croce alla stola di amuere pavonazo e per achompagniare e di manifattura une ducato ... Per avere rifatto ille fregio davanti d'una pianeta di damascho negro e la croce messa la fodera nova alle chollo richogita tutta la stola di manifattura tre carlini ... E più per avere achomodato ille chollarino a una altra pianeta di damascho negro guarnita di seta rifoderato ille cholarino, richogiti li galoni e postoci la fetucia nova colle chordone alle manipolo di manifattura e seta servita per achomodare grana venti .... E più per avere achomodato une piviale di lama biancha chon fregio e chapuccio di brochato mesoci molte pezze di lama e molte pezze alla fodera e poste le fettuccie alle chapuccio da levare e mettere di manifattura sei carlini .... Per avere sfoderato une soprachalice di rechamo .... E più per avere guastato une vellomerale di brochato fondo biancho .... E più per avere fatto ille ciborio di damascho negro guarnito di galoni, di seta foderato di tela .... E più per avere fatto la choperta delle lettorino di damascho negro guarnito di galone e frangia di seta cholore d'oro foderato di tela doghana fatto da levare e mettere chon fascia a torno guarnita tutta centinata e fattoci sotto ille chontra lettorino di pelle veneziana negra foderato di tela , bordato di galone fermato chon centrele di ottone di mostria e manifattura quindici carlini .... E più per manifattura di 4 panni di lutto che si poneno di fuori la porta della chiesa quando si fa li funerali fatti di chottoncino negro di teli 3 l'uno alti palmi dodici chogiti a chogiture ribattute e chon fetuccia telona largha a torno per fortezza chon anelli di fero per fermarle alle muro di manifattura due duchati ....

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 24/12/ 1751)

 

43. Nostri di Banco pagate a Paolo Agritto mastro falegname ducati trentanove, tarì 3, grana 13 correnti, dite per diversi residi di legname fatti, tanto per il nostro Banco, quanto per le case si possiedono dal medesimo, giusta la retroscritta nota tassata per detta summa dal regio ingegnero don Giovanni del Gaiso, ordine e conclusione de' 13 del corrente. Napoli li 20 decembre 1752.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 23/12/1752)

 

44. Nostri di Banco pagate a Domenico Fontana*(28) mastro chiavettiero ducati dieciotto, tarì 17 correnti, dite per diversi lavori di ferro fatti così per servizio di nostro Banco e Monte, come nelle case del medesimo, giusta la retroscritta nota tassata per detta summa dal regio ingegnere don Giovanni del Gaiso, ordine e conclusione dee 13 del corrente e resta soddisfatto per detta causa. Napoli li 20 decembre 1752.

Li Governatori del Sacro Monte e Banco de' Poveri.

Nota lei lavori eseguiti dal Fontana per il Banco: lucchetti, serrature e chiavi per la sala dell'Udienza, per l'ufficio della Revisione, per la stanza del Libro maggiore, per il cassetto dell'Orefice, per diversi lavori alla porta del cortile, per le chiavi del la bufette dove si conservavano le pianete nella chiesa, per accomodi fatti allo stipo dove si conservava il poreficatoro, sempre nella chiesa, per zeppe per mantenere la canbana grande dello orologio nel suo luoco e per averla posto alla sua situazione, per alcuni catenacci con relative chiavi da usare per sopra allo Monte alli Liberi Magiori dell'oro e delli panni, per serrature e chiavi degli stipi degli stessi Libri maggiori, per lavori fatti alla porta del varcarobbe, per una chiave nuova per lo stipo del deposito e per altri lavori eseguiti in varie case del Banco.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 23/12/ 1752)

 

45. Nostri di Banco, conto di entrade pagate a Paolo Agritto falegname ducati duecento ed uno tarì 2, grana 8 correnti, dite se li pagano così per tutte le scanzie fatte di legname proprio di nostro luogo nel nuovo Archivio a ragione di grana due il palmo, como per tutte le scanzie di legname di castagno di esso fatte nelle stanze dell'enunciato nuovo Archivio a'raggione di grana sei il palmo, ed altrroccorso per l'effetto suddetto, giusta la retroscritta misura, ed apprezzo fatto dal magnifico ingegnere del nostro Banco don Giovanni del Gaiso, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 24 agosto 1754.

Il Delegato Protettore e Governatori del Sacro Monte e Banco de Poveri.

Si tratta delle misure e prezzi delle scanzie ed altro (laterali, cavalletti, tompagni di felle di pioppo, fogliette, sgabelli, scalette, boffette, gattoni, ossature varie, mezzanili, porte, travetti, borde ) fatti nel nuovo archivio.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 3/9/1754)

 

46. Nostri di Banco, conto d'entrade pagate al fabbricatore Andrea Acunzo ducati nove tarì 4 correnti, dite se li pagano per diversi residj di fabbrica fatti così per servitio di nostro Banco, e Monte, che per le case si possiedono dal medesimo come dalla retroscritta nota tassata dal nostro magnifico ingegnere don Giovanni del Gaiso; ordine e conclusione dee 20 del corrente; e resta sodisfatto per detta causa.

Il Delegato Protettore, e Governatori del Sacro Monte e Banco de Poveri.

Si tratta delle note e prezzi dei materiali (tufoli, pietre, intonaco, marmi, legno) utilizzati, rimossi e sostituiti dalle varie case.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 3/9/1754)

 

47. Nostri di Banco, conto d'entrade pagate al piperniero Domenico d'Ambrosio ducati sedici tarì 3, grana 12 correnti, dite se li pagano per lo prezzo di quattro ballatori di piperno fatti nella grada del Banco, giusta il retroscritto apprezzo fatto dal nostro magnifico ingegnere don Giovanni del Gaiso, ordine e conclusione de' 20 del corrente, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 24 agosto 1754.

Il Delegato Protettore e Governatori del Sacro Monte e Banco de Poveri.

Nota e prezzo di quattro balladori di piperno fatti da Domenico d'Ambrosio nella grada grande del Banco de Poveri.

Si sono fatti quattro balladori di piperno nella detta grada ciascuno largho palmi 5 e un quarto lungo palmi 7 e un quarto fanno palmi 152. Si valgono al riguardo che si sono scodati di dietro, e si sono lavorati li quattro lati, i terzi ben approntare alla raggione di grana [...] tredici il palmo. Importano docati sedici e grana 72. Napoli 19 agosto 1754.

Giovanni del Gaiso, regio ingegnere.

(A.S.B.N./Pov., b(c) 3/9/1754)

 

48. Nostri di Banco, conto d'entrade pagate a Nicola Ferraro argentiero ducati dodeci, dite se li pagano per l'affitto di venti due mazzetti grandi, 36 buccari, 40 candelieri tra' grandi, e piccoli, due splendori, ed uno baldacchino d'argento occorsi per le 40 ore celebrate nella nostra congregazione in questo cadente mese di settembre, giusta l'appaldo fattone dal signor don Nicolò Maria Salerno nostro Priore, e Deputato, e ciò a tenore della conclusione de 26 del corrente. Napoli 28 settembre 1754.

Il Delegato Protettore e Governatori del sacro Monte e Banco de Poveri.

Nota degli argenti consegnati.

(A.S.B.N./Pov., b(c)4/10/1754)

 

49. Nostro di Banco pagate a Paolo Agritto falegname ducati otto tarì 1, grana 15 correnti dite se li pagano per diversi residi di legnami fatti tanto per servizio di nostro Banco e Monte quanto per le case, che dal medesimo si possiedono, andandovi anche compreso il prezzo di tre scale nuove fatte per uso del Monte, ed Archivio, giusta la retroscritta sua nota in summa di ducati dieci tarì 1, grana 12 tassata dall'ingegnere di nostro Banco per detta somma di ducati otto tarì 1, grana 15, ordine del signor deputato in pie' di essa e conclusione de 23 del corrente, e resta sodisfatto per detta causa. Napoli 28 maggio 1755.

Il Delegato Protettore e Governatori del Banco e Sacro Monte de' Poveri.

Nota dei lavori in legno fatti nel Guardaroba, nella Rota, nella bottega del barellaro e nella camera del Razionale.

(A.S.B.N./Pov., b (c) 31/5/ 1755)

 

50. Nota delle residii di legname ed altro fatto a tutte spese di materiale e magistero dalli falegnami Giovanni Izzo e Michele Guallicchio per serviggio del Santo Monte e Banco de Poveri.

(A.S.B.N./ Pov., b(c) 9/12/1756)


*(12)Scultore napoletano vissuta a cavallo del XVI e XVII secolo. Figlio del più famoso Gian Domenico, partecipò ai lavori per la chiesa dell’Annunziata a Napoli (1577-1598); nel 1587 iniziò la tomba di G. B. Minutolo nella crociera del Duomo; nel 1620 scolpì le armi e le insegne della città sulla porta di Chisia, oggi distrutta. Le sue opere più note sono il rilievo della Resurrezione di Lazzaro nella chiesa dei Santi Severino e Sossio di Napoli e la statua dell’Astronomia (già Museo Nazionale) ora nell’androne dell’ingresso del chiostro grande di S. Maria La Nova. Altre opere si trovano, poi, nelle chiese dell’Annunziata, S. Maria la Nova, S. Angelo a Nilo, S. Giorgio maggiore, S. Anna dei Lombardi, Duomo, S. Caterina a Formiello. [Cf. AA.VV., Napoli e dintorni (Milano 1976), V ed., pp. 122, 132, 146, 151, 155, 163, 164, 241, 247].

*(13)Pittore di origine greca, discepolo del Tintoretto, il Corenzio si stabilì a Napoli nel 1590 dove morì nel 1643. Molte sono le opere da lui realizzate a Napoli tra cui quelle nel Tesoro dell’Annunziata, nella Chiesa di S. Martino, nella Crociera di S. Severino. [Cf. G.B.D’ADDOSIO, Documenti inediti di artisti napoletani dei secoli XVI e XVII dalle polizze dei Banchi (Napoli 1920), pp. 46-53].

*(14)I Governatori, scelti tra i nobili, i nobili del foro e i mercanti, deliberavano e rappresentavano l’autorità eminente del Banco. Essi venivano nominati dal Re e restavano in carica per uno o più anni; l’unica eccezione a questa regola era costituita dal Banco dei Poveri che aveva il diritto di nominare autonomamente i suoi Governatori: privilegio rimasto in vigore fino al 1747. Nel Banco dei Poveri il numero dei Governatori era di cinque dei quali uno era nominato Priore. Ai Governatori spettava di deliberare, di ordinare, giudicare, approvare o disapprovare l’operato di altri organi; essi stabilivano, nelle linee generali l’ordinamento dell’amministrazione. [Cf. P. AVALLONE, Il personale dei banchi pubblici nella seconda metà del Settecento: struttura e funzioni, in "Rassegna Economica", Anno LV (luglio – settembre 1991), p.499].

*(15)Uno degli organi esecutivi del Banco era costituita dalle Casse alle quali presiedeva il Cassiere Maggiore. Le casse erano distinte in Cassa Maggiore e due Casse piccole: la prima amministrata direttamente dal Cassiere Maggiore, le altre dai Cassieri piccoli. Ogni cassiere era coadiuvato da uno o più aiutanti e da un ufficiale Squarcio, quest’ultimo cosiddetto dal compito di annotare su un Libro detto Squarcio tutte le operazioni di introito ed esito effettuate quotidianamente nelle casse. In particolare, il cassiere maggiore era responsabile di tutto il denaro esistente sia nella Cassa maggiore sia in quella minore, secondo la Regia Prammatica I De’ Nummulariis oltre che dalle regole del Banco. Tale responsabilità si concretizzava nel versamento di una pleggeria da parte del cassiere maggiore oltre che dagli altri capi-officina. Più precisamente nel dicembre del 1780 fu approvato un nuovo piano di graduazione per il Banco dei Poveri, secondo il quale gli ufficiali obbligati a questo onere economico furono il Libro maggiore per ducati 4000, il Revisore per ducati 1500, il Notatore in fede per ducati 2000, il Custode dei pegni per ducati 3000, il Cassiere dei pegni per ducati 1000 come anche il Credenziere, il Cassiere maggiore per ducati 5000 e il Pandettario per ducati 4000 e l’Orefice per ducati 1500. (Cf. P. AVALLONE, op. cit., p.498).

*(16)Il Libro Maggiore registrava i conti intestati ai depositanti. In ogni pagina vi erano uno o più conti ed il numero della pagina fungeva anche da numero del conto. Vi erano due sezioni: nella partita dell’"avere" si registravano gli introiti, in quella del "dare" gli esiti. (Cf. P. AVALLONE, op.cit., p.500).

*(17)I Pacifico era una delle più grandi famiglie di pipernieri napoletane. Erano anche grossisti e rifornivano gli altri mastri della corporazione.

*(18)Figlio di Jacopo, maestro marmorario fiorentino, Dionisio Lazzari nacque a Napoli nel 1617. La sua formazione avvenne nella bottega paterna affianco dei marmorai S. Tacca e F. Valentini ai quali è associato nei primi lavori. Iscritto nel 1637 alla Corporazione dei marmorai e scalpellini porta a termine l’altare maggiore nella Chiesa della Sapienza a Napoli. Nel 1660 la Deputazione del Monte dei Poveri gli commissiona, in onore dei funerali di Filippo IV, una "macchina". Tra il 1663 ed il 1689 risulta ingegnere ordinario della Deputazione del Tesoro di S. Gennaro nel Duomo di Napoli. Nell’ultimo ventennio della sua carriera fu impegnato in molti lavori architettonici, come ad esempio la Chiesa di S. Maria dell’Aiuto, S. Giuseppe de’ Ruffi, S. Severo alla Sanità e S. Maria Egiziaca all’Olmo. Nelle sue opere architettoniche compaiono elementi classici probabilmente desunti dall’insegnamento paterno, mentre, invece, la sua produzione di marmoraro è vicina al pittoricismo di Cosimo Fanzago. La sua attività si interrompe nel 1689, anno della sua morte, mentre attendeva agli altari maggiori della Casa degli Incurabili e della cappella Caracciolo nel Duomo di Napoli. [AA.VV., Civiltà del Seicento a Napoli (Napoli 1984), pp. 201-202].

*(19)Tra le tante manifestazioni il Carnevale era sempre stata una delle più celebrate feste perché costituiva l’occasione per sovvertire le regole quotidiane e misurava il grado di contestazione, ma anche di accettazione, che il potere costituito godeva tra il popolo. Fin dal Medioevo il Carnevale, inteso come festa popolare laica, veniva ad essere un momento di celebrazione degli eventi politici e religiosi e occasione di confronto tra questi. Nel Seicento, poi, i tentativi della Chiesa di sottrarre il potere civile a tale manifestazione si acuì: vennero allestite imponenti macchine da festa, atte a celebrare la caducità della vita umana e si moltiplicarono la celebrazione delle canonizzazioni e monacazioni. A cavallo tra il ‘600 e il ‘700 la chiesa impose nei giorni che precedevano la quaresima l’aumento delle prediche e delle messe riparatrici, si ricordavano i defunti e si esponeva il sacramento. La chiesa delimitò, anche, la durata del Carnevale sovrapponendo ai momenti di maggiore intensità della festa, durante le ultime quattro settimane, il lunedì e il martedì grasso, la celebrazione delle Quarantore in aggiunta a quelle circolari. Con l’arrivo di Carlo di Borbone si diede, invece, maggior rilievo al Carnevale inteso, più che le altre ricorrenze, il momento per dare spazio all’immagine ideale del Regno e sfruttare così il valore di contrapposizione rispetto alla quaresima che tale festa aveva nell’immaginario collettivo affermando l’indipendenza dello stato dal papato. [Cf. L. BARLETTA, Un esempio di festa: il Carnevale in AA.VV., Capolavori in festa. Effimero barocco a Largo di Palazzo (1683-1759) (Napoli 1997), pp.91-94].

*(20)L’ingegnere Giuseppe Stendardo lavorò nel 1711 per la villa del Principe d’Elboeuf a Portici e nel 1730 all’ampliamento dell’ospedale degli Incurabili. Collaborò, inoltre, dal 1729 al 1733, con Bartolomeo Granucci alla chiesa di Santa Maria Vertecoeli e Pianto e, sempre per la stessa chiesa, dal 1732 al 1738, con Giovanni Martino Buonocore. [Cf. V. RIZZO, Per la storia di S. Maria di Vertecoeli (sec. XVII), in "Napoli Nobilissima", vol.XXXI, fasc.III-IV, maggio-agosto (Napoli 1992), p.143].

*(21)Appartenente ad una nota famiglia napoletana di pipernieri.

*(22)La Gran Corte della Vicaria era un organo giudiziario sorto come continuazione della Magna Regia Curia, che prese il nome di Magna Curia Vicarii con funzioni di reggenza e di giurisdizione criminale nel 1291 quando Carlo II d’Angiò affidò il governo al figlio Carlo Martello. In un primo momento la Gran Corte della Vicaria si affiancò alla Corte del Giustiziere, successivamente i due organi furono fusi in unico tribunale di primo grado articolato in due rami: civile e militare. Entrambi furono costituiti da 6 giudici. Quello civile fu strutturato in due ruote: aula vetus ed aula novus. Nel 1771 furono elevati ad 8 i giudici della sezione militare. La discussione di una causa non doveva superare il valore di 500 ducati.

*(23)Egli fu anche incaricato di costruire diversi organi nella chiesa parrocchiale di San Martino nel casale di Macerata, nella cattedrale di San Pietro di Fondi e nella chiesa madre di S.Maria della Rosa nella terra di San Vittorie e nel monastero del Santissimo Rosario delle Pigne. [Cfr. V. RIZZO, Notizie su artisti e artefici nei giornali copiapolizze degli antichi Banchi pubblici napoletani, estratto da "Le arti figurative a Napoli nel Settecento" (Napoli 1979), pp.249-250].

*(24)Il quartiere del Mercato, detto Campo Moricino, si trovava extra moenia ed era un luogo paludoso. Soltanto nel 1270 fu incluso nel perimetro urbano e deriva l’attuale nome dall’usanza di tenervi mercato due volte la settimana. L’attuale piazza, nei secoli scorsi, fu teatro di tragiche vicende: la decapitazione di Corradino di Svevia, quella di Masanielo e l’impiccagione e la decapitazione dei fautori della Repubblica Partenopea del 1799. (Cf. G. DORIA, op. cit., pp. 315-316).

*(25)La chiesa era sede, fin dal secolo XI, di un priorato del Monastero della Cava, detto S. Gregorio in Legionario. Lasciata poi in stato di abbandono, fu restaurata dai nobili del sedile di Capuana , che la intitolarono all’apostolo S. Tommaso. (Cf. G. DORIA, op. cit., p. 422).

*(26)Importante chiesa del Rinascimento napoletano fu progettata dall’architetto Romolo Balsimelli di Settignano nel primo decennio del Cinquecento. E’ dedicata a S. Caterina e l’aggiunta Formello o Formiello si deve alla vicinanza dell’acquedotto (in napoletano formale o formello) che in quel punto immetteva le acque in città. In origine era una piccola chiesa di patronato del ceto medio, poi concessa dal re Federico d’Aragona ai padri Domenicani della Congregazione riformata di Lombardia. Nel corso dei secoli alle strutture rinascimentali dell’interno si sovrappose alla fine del ‘500 una ricca decorazione pittorica. Oggi, dell’originario progetto, resta solo la facciata, realizzata con eleganti membrature di piperno su tonaco bianco. [Cfr. AA.VV., Napoli – Guida artistica (Napoli 1997), pp.143-144].

*(27)Attivo quasi per un sessantennio, Giovanni del Gaiso viene definito l’architetto dei Benedettini per avere avuto proficui rapporti con l’ordine, i quali si rivelarono determinanti per la sua carriera. Egli, infatti, in qualità di ingegnere ordinario diresse importanti lavori di aggiornamento secondo il gusto corrente dell’epoca tra cui i monasteri dei Santi Severino e Sossio, Donnaromita e Santa Caterina da Siena di Napoli e quello della Santissima Trinità di Cava. La notevole fama gli permise di succedere a Domenico Antonio Vaccaro, nel 1745, nel ruolo di ingegnere ordinario del Banco dei Poveri, incarico conservato fino al 1766, quando i governatori lo costrinsero a dimettersi perché ritenuto responsabile di lesioni prodottesi nell’edificio.

*(28)Nato a Napoli tra il 1732 ed il 1737, era figlio di Aniello Fontana, anch’egli mastro ferraro. Oltre che per il Banco dei Poveri Domenico Fontana lavorò a S. Maria del Purgatorio ad Arco e per il nuovo sedile di Porto. Fu anche apprezzatore dei pegni per gli oggetti di metallo. Dal 1797 fu giubilato per 210 ducati. Morì il 26 luglio 1809. [Cf. D. COLONNESI, Domenico Fontana, mastro ferraro a Napoli nel ‘700 (in corso di stampa)].

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